LE FINALITÀ DEL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA

Con il “Regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche” (DPR. n. 275, 8 marzo 1999), lo Stato affida alle scuole la responsabilità di predisporre percorsi formativi “funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, che riconoscano e valorizzino le diversità, promuovano le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo”.

A tale scopo le istituzioni scolastiche predispongono il Piano dell’Offerta Formativa che delinea l’identità culturale e progettuale dell’istituto nell’ambito di una specifica offerta di formazione agli utenti. Deliberato dal Collegio dei Docenti per la parte didattica e adottato dal Consiglio d’Istituto, il documento tiene conto del contesto sociale, economico e culturale del territorio, delle proposte e dei pareri espressi dagli organismi, dalle associazioni, dalle famiglie e dagli studenti.

L’Istituto di Istruzione Superiore “Cesare Balbo” si pone nell’ottica di operare secondo un modello di riferimento didattico basato sui principi:

  • della centralità del soggetto che apprende, del suo diritto allo studio e al successo formativo;
  • della qualità dell’insegnamento-apprendimento intesa come rispetto dei requisiti e dei bisogni dei destinatari del servizio scolastico;
  • della libertà di ricerca e di  insegnamento;
  • del rinnovamento dei contenuti e delle metodologie didattiche; 
  • della partecipazione consapevole delle studentesse e degli studenti nella ricerca attiva della conoscenza e nella realizzazione di un progetto di vita personale;
  • della presenza dell’insegnante come facilitatore di apprendimenti significativi  e stimolo della motivazione.

Essendo una scuola fortemente radicata nel territorio, con percentuali di alunni pendolari dal 40% al 70%, l’Istituto di Istruzione Superiore “Cesare Balbo” si propone di interpretarne le esigenze formative e di elaborare risposte efficaci ai bisogni della realtà circostante, mediante la possibilità di continuare ad utilizzare le unità orarie da 50’ nella prima e/o ultima ora. Ciò è possibile in quanto:

  • nell’istituto non avviene alcun tipo di riduzione dell’orario scolastico nei corsi Liceo Classico, Liceo Scientifico, Liceo delle Scienze Umane;
  • l’orario scolastico è 7.45-12.55 con 34 settimane effettive di lezione previste in Piemonte a fronte delle 33 richieste dalla legge (206 giorni);
  • l’istituto, per garantire il monte ore previsto per i singoli indirizzi, si impegna a recuperare eventuali sospensioni dell’attività didattica causate da nevicate o eventi meteorologici eccezionali;
  • secondo la  C.M. 105 del 16 aprile 1975 (art. 17 comma f) e il D.L. 297 del 16 aprile 1994, art. 10 comma 3 lett. a, i docenti sono responsabilizzati alla sorveglianza degli alunni durante l’”intervallo” e che detta attività di sorveglianza risulta essere pienamente soddisfatta per quanto riguarda tutti i piani della scuola e gli spazi esterni-cortili.

Per le classi prime e seconde degli indirizzi Scientifico e Scienze Umane, il Collegio Docenti e il Consiglio di Istituto hanno deliberato che l’orario delle lezioni si articoli su cinque giorni settimanali (escluso il sabato) con un recupero pomeridiano al mese, previsto di norma per il venerdì, per permettere agli utenti di fruire del monte ore completo di insegnamento come stabilito dal MIUR. Si precisa che, anche nel caso di questo assai limitato numero di rientri pomeridiani, agli studenti pendolari sarà concesso il permesso di uscita anticipata previa documentazione degli orari dei mezzi di trasporto. Per tutte le altre classi le lezioni saranno articolate su sei giorni e seguiranno una scansione oraria che prevede unità orarie da 50 o da 60 minuti secondo il monte ore specifico di ciascuna classe e indirizzo.

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