“Rien ne va plus”

La ludopatia spiegata ai ragazzi del biennio da San Patrignano, all’interno delle attività della materia “Costituzione Cittadinanza”

Martedì 17 aprile la comunità di San Patrignano, grazie alla fondazione ANIA, ha parlato di gioco d’azzardo a 500 studenti di Casale.

 

“Rien ne va plus” e’ un progetto pilota di prevenzione alla ludopatia, dipendenza in forte crescita.
Marco Freti, responsabile nella Comunità e Antonio Giannandrea, testimone di un percorso triennale per uscire da questa dipendenza, hanno parlato in aula magna dell’istituto Balbo e successivamente in auditorium San Filippo agli studenti dell’istituto Lanza.
Alcuni dati per capire il fenomeno:
nel 2016 sono stati spesi in Italia (terzo paese al mondo dopo Usa e Cile) 96 miliardi di euro per il gioco d’azzardo. Nello stesso anno a Casale Monferrato sono stati spesi 40 milioni di euro, una media di 1165 euro a persona.
In Italia sono in cura novecentomila persone per dipendenza da gioco d’azzardo.
Antonio, cuoco di 25 anni, ha raccontato la sua esperienza di dipendenza ed il suo percorso triennale a San Patrignano per riuscirne.
I ragazzi sono rimasti molto colpiti da questo fenomeno di cui si sente parlare poco ma che crea danni enormi nella società e nelle famiglie ed ora anche tra i giovani e da Antonio che ha raccontato la sua storia con grande coraggio che ha coinvolto tutti i presenti.
Ringraziamo tutti coloro che si impegnano con grande professionalità ad aiutare chi vive situazioni così difficili.

Ludopatia: per due giorni San Patrignano a Casale

[da IL MONFERRATO]

Nel 2016 a Casale sono stati giocati nelle 377 slot presenti in città, quasi 40 milioni di euro per una spesa media suddivisa tra i 34.246 abitanti risulta di 1.165 euro pro capite bruciata in questo tipo di gioco d’azzardo (dati Gedi e Visual Lab in collaborazione con Datanija su dati raccolti da Aarns). In media vi sono 11 macchinette ogni mille abitanti. Sono dati preoccupanti e il fenomeno è in crescita.

Il Soroptimist International di Casale, a fronte di questa situazione, organizza per lunedì 16 aprile una serata con San Patrignano su questo tema. Alle 19,30 verrà offerto un apericena (20 euro di cui una parte sarà devoluta al progetto di San Patrignano) a cui seguirà l’incontro.

Il format avrà come testimonial Antonio Giannandrea che ha 23 anni, un ragazzo che San Patrignano ha accompagnato in un percorso di riabilitazione residenziale per il recupero dalla ludopatia presso la sede di Botticella (RN), fino alla fine del suo percorso e del suo conseguente reinserimento. Il testimonial sarà accompagnato da Marco Freti, un operatore, specializzato su questo tipo di dipendenza, che ha seguito questa persona dal suo arrivo in comunità fino alla fase finale, osservando e affiancando il lavoro attuato per ritrovare il proprio ‘centro’ ed eliminare il gioco inteso come patologia dalla propria vita, aiutandolo a ritornare una persona attiva e positiva per se stessa e per gli altri e soprattutto nuovamente consapevole e libera.

Il giorno successivo, martedì 17, San Patrignano porterà il suo format “rien ne va plus” a circa 400 studenti dell’Istituto Superiore Balbo.

Nella versione dedicata agli adolescenti verrà trattata, all’interno dell’incontro, anche la dipendenza da internet, da cellulare e da social network. Questi strumenti, presenti ormai nella quotidianità di tutti i nativi digitali e parte integrante della crescita e dello sviluppo relazionare delle nuovissime generazioni, non devono essere combattuti ma compresi affinchè diventino strumenti positivi e non occasioni dove nascondersi.

La comunità di San Patrignano mette in campo l’esperienza sviluppata negli ultimi anni nell’accoglienza, il recupero e il trattamento di soggetti colpiti da gambling addiction, proponendo un progetto di prevenzione itinerante che si pone come obiettivo quello di informare e sensibilizzare su questo fenomeno in preoccupante crescita nella società, in un ottica di prevenzione.

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