Iscrizioni corsi serali

Iscrizioni ai tre periodi didattici per l’a.s. 2018-2019

i corsi inizieranno a metà settembre 2018

Vuoi un lavoro qualificato o semplicemente vuoi migliorare la tua istruzione?

Oggi a Casale si può!

Dove? All’Istituto di Istruzione Superiore “Cesare Balbo” con un corso breve di 3 anni, serale, senza costi, senza spese per l’acquisto dei libri di testo.

Potrai conseguire il diploma del Liceo delle Scienze Umane, per iscriversi alle facoltà universitarie e utilissimo per l’accesso alle professioni del sociale (infermiere, educatore, insegnante dell’infanzia e della primaria, assistente sociale, dirigente di comunità)

 

 

Sarai seguito nel tuo percorso di studio da docenti preparati e disponibili che ti offriranno tutoraggio e supporto in ogni occasione

Cosa aspetti? Mettiti alla prova!

 

 

 

Cerimonia per i primi diplomati nell’a.s. 2017-2018

leggi una testimonianza dei diplomati del 2017, esito della pluridecennale esperienza di corsi serali POLIS

modulo (on line) per le iscrizioni

visita il sito del CPIA (centro permanente istruzione adulti)

visita la page del BALBO per il corso serale del Liceo delle Scienze Umane

 

 

riferimenti normativi e organizzazione interna

 

che cosa sono e che cosa fanno i CPIA ? le proposte e l’analisi della Rete dei CPIA

 

L’IDENTITA’ DEI CPIA: COSA SIAMO STATI, COSA STIAMO DIVENTANDO

La “scuola per gli adulti” non è una copia ridotta della “scuola per i ragazzi” e meno che mai un “diplomificio” finalizzato al rilascio di titoli di studio: è il luogo in cui – coinvolgendo prioritariamente ma non esclusivamente coloro che hanno interrotto gli studi – si promuove e si svolge l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, quel life long learning che è un obiettivo della Raccomandazione sulle competenze chiave dell’Unione Europea. Per tutti noi, questa è un’idea condivisa  e un’esperienza che, al di là di tante differenze legate all’eterogeneità delle situazioni, ha accomunato la vita dei CTP, pur nel limite dettato dall’essere “succursali” di scuole “per i ragazzi”, primarie o secondarie.

Il Regolamento emanato con il DPR 263/12, che ha decretato la nascita dei CPIA come autonomie scolastiche, da una parte ha costituito il riconoscimento della specificità della “scuola per gli adulti”; dall’altra, però, ha delineato un’identità del CPIA riduttiva, incentrata sul riconoscimento delle competenze finalizzato all’erogazione delle corrispondenti certificazioni di un livello di istruzione (diploma di scuola secondaria di I grado e assolvimento dell’obbligo di istruzione).

Molte voci hanno già sollevato il problema: è appena il caso di richiamare, qui, il dibattito sul passaggio dall’EDA all’IDA, dalla finalità dell’“educazione permanente” a quella dell’innalzamento dei livelli di istruzione della popolazione adulta (elemento molto importante, ma che non esaurisce le necessità formative del mondo adulto) .

Riteniamo che la discussione non debba essere chiusa: continuiamo a rivendicare la nostra idea di una “scuola per adulti” aperta a tutti (compresi coloro che hanno ha già un titolo di studio, più o meno “invecchiato”, e coloro che intendono sviluppare competenze di cittadinanza che esulano dalla certificazione),  con un’offerta formativa ampia, flessibile e originale, accanto ai percorsi di ordinamento che portano a conseguire un titolo.

La legge 107/2015 sulla “Buona Scuola” (al comma 23) prevede che al termine del prossimo triennio, previo un monitoraggio annuale a cura dell’INDIRE sull’avvio dei CPIA, siano possibili modifiche al Regolamento del DPR 263/2012.

LA SPECIFICITA’ DEI CPIA E IL NODO DELLE RISORSE: TRA IL DIRE E IL FARE…

Ci duole riscontrare una contraddizione profonda nelle modalità con cui il Ministero ha gestito, ad oggi, la questione dell’istruzione pubblica per gli adulti: mentre la nuova normativa (dalla L.296/2006 al DPR 263/12) ne faceva un ordine di scuola a sé stante, pur con i limiti che abbiamo esposto sopra, e mentre tante dichiarazioni di principio ne affermavano il ruolo strategico per lo sviluppo del nostro Paese, è mancato un provvedimento concreto e organico che tenesse in conto la specificità dei CPIA per dotarli delle risorse necessarie a funzionare.

Perché non sono mai stati attivati i codici meccanografici specifici individuati nel 2012-13, e si sono invece assegnati ai CPIA codici di scuola secondaria di I grado? Questo banale fatto ha impedito per quest’anno di incrementare, con l’organico potenziato, i docenti alfabetizzatori di cui i Cpia hanno necessità per far fronte al numero crescente di Rifugiati accolti anche in aree decentrate.

Perché non è stata assegnata ad ogni CPIA la dotazione organica di insegnanti di scuola secondaria di II grado come prevede l’art.9, comma 2, del DPR 263/12 (rimandando all’art.9, comma 3 del DM 25/10/2007)?  Questo darebbe corpo al secondo periodo del primo livello e aiuterebbe i CPIA nella costruzione del raccordo tra primo e secondo livello.

L’intento (ribadito a chiare lettere in tutti i documenti ministeriali) di far nascere l’IDA “senza nuovi ed ulteriori oneri per lo Stato” ha gettato i CPIA “sperimentali” del 2014-15 nell’emergenza per la penuria di locali, di mezzi e di personale. La situazione si è ripetuta per i CPIA nel 2015-16. Nell’auspicio di un cambio di rotta per il prossimo, cruciale triennio, avanziamo le seguenti richieste:

  • Gli spazi: i CPIA sono autonomie scolastiche a tutti gli effetti, e come tali necessitano di sedi adeguate che devono essere messe a disposizione dagli Enti Locali, che purtroppo finora sono stati sordi alle sollecitazioni dei Dirigenti scolatici, anche per ragioni di spesa. Il risultato è stato il ricorso obbligato ad accordi tra gli Istituti per il “prestito” delle aule, che ha costretto l’attività dei CPIA in una dimensione provvisoria.
  • I mezzi: è noto che la situazione di penuria riguarda tutta la scuola italiana, non soltanto i CPIA, e che la Legge 107/2015 sulla “Buona Scuola” al momento non ha mutato questo quadro. Dobbiamo prendere atto che la risorsa principale a oggi è costituita dai bandi per i fondi europei, ma non rinunciamo a chiedere che lo Stato italiano fornisca i CPIA di risorse economiche veramente adeguate alla costruzione di questo nuovo sistema.
  • Le risorse umane: La prima urgenza emersa in questi mesi riguarda il personale ATA. Le dotazioni organiche previste dal Decreto Interministeriale dello scorso anno erano drammaticamente insufficienti, e la compensazione in organico di fatto è stata solo parziale. In particolare:
  • o I collaboratori. L’assegnazione di un solo collaboratore per punto di erogazione non ha tenuto conto dell’esigenza dei CPIA di restare aperti sull’arco dell’intera giornata e/o di coprire un territorio vasto, con sedi distaccate prive di codice meccanografico. Oggi in alcuni CPIA ci sono sedi in cui si svolge attività didattica in assenza di collaboratori.
  • o Gli amministrativi. La dotazione di un solo assistente amministrativo per plesso non ha tenuto conto delle dimensioni e della complessità del lavoro dei CPIA, aggravata dalle problematiche dell’avvio.
  • o I tecnici. Nemmeno ai CPIA che ne avevano fatto richiesta è stata concessa la figura dell’assistente tecnico: questo mostra una sottovalutazione delle esigenze di informatizzazione della scuola degli adulti, che prevederebbe una parte della didattica in FAD.

Per quanto riguarda il personale docente:

  • o ribadiamo la necessità di una dotazione di insegnanti di scuola secondaria di II grado, come previsto dalla normativa, e di una dotazione più ampia di alfabetizzatori per l’integrazione dei migranti,
  • o segnaliamo la contraddizione palese tra l’ampliamento dei quadri orari previsti dai percorsi istituzionali, con l’attivazione del secondo periodo del primo livello, e il congelamento (nel migliore dei casi) degli organici.

http://www.istruzioneadulticasalealessandria.gov.it/

Visite (276)