Il veleno del razzismo

A ottant’anni dalla pubblicazione del “Manifesto degli scienziati razzisti” in Italia, l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Mattarella: «Il veleno del razzismo continua a creare barriere nella società»

Il presidente della Repubblica, in occasione degli 80 anni del «manifesto della razza», dice: «ciò che è accaduto segna un limite che non deve più essere varcato»

«Il veleno del razzismo continua a insinuarsi nelle fratture della società e in quelle tra i popoli. Crea barriere e allarga le divisioni. Compito di ogni civiltà è evitare che si rigeneri», sottolinea il presidente Sergio Mattarella in una dichiarazione in occasione degli 80 anni del «manifesto della razza». «Le libertà, la pari dignità, il rispetto per l’altro, la cooperazione, l’integrazione e la coesione sociale sono le migliori garanzie di un domani di armonia e progresso. Ogni teoria di razza superiore – o di razza accompagnata da aggettivo diverso da umana – non deve più avere cittadinanza: ciò che è accaduto rappresenta un monito perenne e segna un limite di disumanità che mai più dovrà essere varcato», continua il presidente della Repubblica.

«La aberrazione dell’affermazione della supremazia di uomini su altri uomini considerati di razze inferiori, la volontà di dominio che esprimeva, la violenza, segregazione, pulizia etnica che portava con sé, avrebbero segnato nel profondo la storia del XX secolo e, con essa, la coscienza dei popoli», si legge nella nota del Quirinale. Secondo il capo dello Stato «le responsabilità degli intellettuali che lo sottoscrissero, e dei larghi settori della società italiana che assistettero indifferenti a questo scempio dei diritti di cittadini italiani, non possono essere taciute». « Il manifesto — sottolinea Mattarella — aprì in Italia la porta alle leggi razziali, suggellando così nel più infame dei propositi quel patto con il nazismo che seminò morte, distruzione e sofferenze in tutta Europa. Allo stesso modo si accanì contro Rom e Sinti, e anche quelle mostruose discriminazioni sfociarono nello sterminio, il porrajmos, degli zingari». Quella «pagina infamante» della storia, aggiunge il presidente, « è stata riscattata con la solidarietà di pochi durante le persecuzioni, la lotta di Liberazione, con la Costituzione repubblicana, con il sangue, il sacrificio, l’unità del nostro popolo attorno a ideali di eguaglianza, democrazia, pace e libertà».

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