Il ragazzo "Lupo"

Liceo Classico

La prof.ssa Paola Del Giudice ha scritto al ragazzo del Classico che appare in uno dei manifesti di orientamento del “Balbo”.
Questa la sua mail di risposta e il racconto di sé:

Gentilissimo Carlo,
ti invio questa mia perché HAI FATTO IL BOTTO !
Il mezzo busto del “ ragazzo lupo” che invita agli open day dell’Istituto “C. Balbo”
sta spopolando presso gran parte del giovanissimo studentato femminile che sembra più orientato a contemplare te che i quadri orari di tutte scuole superiori casalesi. Puoi rispondere a questa intervista a distanza che vorremmo lasciare sul sito per dare spessore alla tua bella persona?

Prof, che piacere sentirla. Mi fa piacere che la mia "immagine" riscuota successo. per fortuna qua c'è la nebbia quindi la luna piena la vedo raramente. 

In allegato c'è l'intervista. Qui la vita va molto bene. La scuola mi piace e relazioni internazionali mi ricorda molto il corso di geopolitica e spero continuiate a farlo anche nei prossimi anni perchè era di alto livello.

Sei uno dei ragazzi che hanno frequentato il liceo classico con esito finale eccellente (un 100 tondo);
che cosa ti ha lasciato questa scuola?
Ho scelto il liceo classico per molte buone ragioni e nel corso degli anni non me ne sono mai pentito. Il liceo classico a Casale è una di quelle scuole non grandi, dove l'atmosfera è calda e vivace, i professori sono ottimi e amano il loro lavoro, e tutto il resto dello staff è eccellente. Noto anche ora che l'insegnamento che viene offerto in questa scuola sia per sempre, non solo qualcosa che si studia e che si dimentica in fretta. Credo che le basi che vengono date in un liceo classico (e specialmente il Balbo) facilitino molto anche gli studi universitari, perché si impara a studiare e ad analizzare in maniera approfondita.
Hai fatto l’esperienza di un anno all’estero, in intercultura col Rotary club;
dove sei stato, Carlo e per quanto tempo?
Sono stato undici mesi in Colorado, a Steamboat Springs, una piccola cittadina sciistica.
E’ un’esperienza che consiglieresti ad altri ragazzi  e con quali suggeriresti nella gestione del loro periodo all’estero (in termini non soltanto culturali ma anche di gestione della propria nostalgia e di nuovi rapporti interpersonali)?
L'esperienza di studiare per un anno all'estero mi ha cambiato la vita e credo che mi ha fatto crescere e diventare la persona che sono ora. È di sicuro un'esperienza che consiglio a chiunque sia abbastanza di larghe vedute e che non abbia problemi ad adattarsi a nuovi ambienti e nuove persone. Io credo personalmente che quando si prova un'esperienza del genere si veda il mondo in un modo diverso e si impara a fare le cose da soli, senza che ci siano sempre i genitori o gli amici ad aiutare. Certo la nostalgia c'è sempre, però ne vale la pena, e se si lega con le persone giuste diventa tutto più facile.
Quando si torna come “ci si ritrova”?
Devo dire che quando sono tornato mi sentivo abbastanza disorientato. Per un anno intero avevo fatto una vita totalmente diversa, con ritmi diversi e in un ambiente diverso. Certo poi bisogna studiare molto e recuperare tutto quello che non si è riusciti a fare nell'anno precedente, però io non ho avuto molti problemi, soprattutto grazie ai professori che mi hanno sempre appoggiato nella mia scelta e mi hanno aiutato a recuperare.
Che cosa stai facendo attualmente e dove?
Adesso sto studiando Economia Internazionale e Relazioni Internazionali alla London Metropolitan University a Londra.
Qual è il segreto per un percorso brillante come il tuo?
Non credo ci sia un segreto anche perché ritengo ci siano altre persone con percorsi molto più brillanti del mio. Diciamo che io sto facendo quello che mi piace, mi sto divertendo e allo stesso tempo mi sto anche creando un futuro. C'è una parte di un discorso recente di Saviano  che secondo me è indispensabile per ogni ragazzo della mia generazione e potrebbe essere una buona risposta alla domanda.
“La crisi però ha una bellezza inaspettata. In passato la paura di sbagliare strada ci portava a fare scelte prudenti: studiare per diventare avvocato era più sicuro che studiare per suonare la tromba jazz. Ora che non esistono più strade più sicure, è tempo di scegliere quello che si sente di voler fare davvero, dando il massimo di sé, conquistandosi i diritti prima ancora di pretenderli. Non esiste un mondo migliore, ma esiste la possibilità di migliorare questo mondo. A una condizione: che lo si voglia veramente”. (R. Saviano, @Occupy NY)

 

Grazie comunque e sempre attento alla luna piena….