Renato Gendre al Lanza!

Liceo Linguistico

gendre_lanza.jpgPiacevole e stimolante conferenza del prof. Renato Gendre al Liceo Lanza venerdì 13 marzo.

Professore ordinario di Filologia Germanica presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Torino, ci ha presentato le traduzioni di due grandi che “con le parole ci sapevano fare” : Errante per il “Der Rhein” di Holderlin e Goethe per il “5 maggio” di Manzoni. A nostra disposizione i versi di questi capolavori con rispettive traduzioni: “alla lettera” e all’interpretazione degli illustri traduttori. Primo punto da definire :che cosa vuol dire tradurre? Si possono tradurre allo stesso modo un discorso, un testo narrativo e una poesia? Ovviamente no. La poesia è un mondo a parte, segue il suo ritmo, la sua metrica…in aderenza allo stile ( e alla lingua!)dell’autore. Tradurre una poesia è “complesso nella complessità”: non è sufficiente ‘entrare’ nel pezzo. Ci sono figure di suono e di significato connesse ai suoni ed alla musicalità del lessico, non trasferibili da un idioma all’altro. Per ‘tradurre’ una poesia è necessario…un poeta. Ma un traduttore anche poeta, inevitabilmente!, interpreterà il testo e lo trascriverà a modo suo. E’ comunque un’operazione utile per rendere un capolavoro comprensibile, oltre che esteticamente gradevole. Errante traduce Holderlin con estrema eleganza, ne chiarifica passaggi che l’autore aveva lasciato avvolti da una nebbia intensa e si concentra con molta precisione sulle sfumature. Goethe sostiene che il poeta lirico debba essere tradotto in un modo che il lettore si senta preso dal testo. Una traduzione fedele, ma, al caso, capace di interpretare e ‘ricreare’ il testo, non di “di servizio”, ma ‘al servizio’ dell’opera. Come un maestro che si appropria di una sinfonia e la riesegue, per creare qualcosa di uguale e diverso allo stesso tempo, questi traduttori-poeti ci hanno trasmesso traduzioni fedeli nell’idea e grandi nella propria lingua. Ma è giusto ‘reinterpretare’ un autore ? E ancora: dov’è la linea che divide il tradurre dal tradire un testo? Ogni contesto, ogni singolo elemento del lessico hanno significato e sfumature che sarebbe giusto saper cogliere ed usare in modo appropriato. Nella quotidianità. Figurarsi nell’arte…in particolare nella poesia. Dopo un grazie doveroso al preside Giovanni Abbate - che ha introdotto l’incontro – ed a Renato Gendre, nel registrare questa preziosa esperienza, noi “linguisti” giriamo la domanda: meglio una traduzione ‘brutta’ e fedele o ‘bella’ e infedele?

Guglielmina Iversa IV A Linguistico

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