Renato Gendre al Lanza!
Ultimo aggiornamento Martedì 31 Marzo 2009 18:32
Liceo Linguistico
Piacevole e stimolante conferenza del
prof. Renato Gendre al Liceo Lanza venerdì 13 marzo.
Professore
ordinario di Filologia Germanica presso la Facoltà di Lingue e
Letterature straniere dell'Università di Torino, ci ha presentato le
traduzioni di due grandi che “con le parole ci sapevano fare” :
Errante per il “Der Rhein” di Holderlin e Goethe per il “5
maggio” di Manzoni. A nostra disposizione i versi di questi
capolavori con rispettive traduzioni: “alla lettera” e
all’interpretazione degli illustri traduttori. Primo punto da
definire :che cosa vuol dire tradurre? Si possono tradurre allo
stesso modo un discorso, un testo narrativo e una poesia? Ovviamente
no. La poesia è un mondo a parte, segue il suo ritmo, la sua
metrica…in aderenza allo stile ( e alla lingua!)dell’autore.
Tradurre una poesia è “complesso nella complessità”: non è
sufficiente ‘entrare’ nel pezzo. Ci sono figure di suono e di
significato connesse ai suoni ed alla musicalità del lessico, non
trasferibili da un idioma all’altro. Per ‘tradurre’ una poesia
è necessario…un poeta. Ma un traduttore anche poeta,
inevitabilmente!, interpreterà il testo e lo trascriverà a modo
suo. E’ comunque un’operazione utile per rendere un capolavoro
comprensibile, oltre che esteticamente gradevole. Errante traduce
Holderlin con estrema eleganza, ne chiarifica passaggi che l’autore
aveva lasciato avvolti da una nebbia intensa e si concentra con
molta precisione sulle sfumature. Goethe sostiene che il poeta lirico
debba essere tradotto in un modo che il lettore si senta preso dal
testo. Una traduzione fedele, ma, al caso, capace di interpretare e
‘ricreare’ il testo, non di “di servizio”, ma ‘al servizio’
dell’opera. Come un maestro che si appropria di una sinfonia e la
riesegue, per creare qualcosa di uguale e diverso allo stesso tempo,
questi traduttori-poeti ci hanno trasmesso traduzioni fedeli
nell’idea e grandi nella propria lingua. Ma è giusto
‘reinterpretare’ un autore ? E ancora: dov’è la linea che
divide il tradurre dal tradire un testo? Ogni contesto, ogni singolo
elemento del lessico hanno significato e sfumature che sarebbe giusto
saper cogliere ed usare in modo appropriato. Nella quotidianità.
Figurarsi nell’arte…in particolare nella poesia. Dopo un grazie
doveroso al preside Giovanni Abbate - che ha introdotto l’incontro
– ed a Renato Gendre, nel registrare questa preziosa esperienza,
noi “linguisti” giriamo la domanda: meglio una traduzione
‘brutta’ e fedele o ‘bella’ e infedele?
Guglielmina Iversa IV A Linguistico