Computer: nostro servo e/o padrone?
Liceo Socio-Psicopedagogico
“Computer: nostro servo o nostro padrone? ’’ è il tema scelto dalle Conferenze di San Vincenzo de’Paoli di Casale, guidate da A.Fazio, per promuovere l’annuale Borsa di Studio “Federico Ozanam”di 900 euro destinata agli studenti delle Scuole Superiori casalesi.
Il concorso –borsa di studio è stato preparato da un convegno presieduto dal dirigente scolastico
dell’Istituto Superiore Balbo Gianni Abbate in cui abili specialisti -tra i quali l’avvocato T.Rota, la prof. A.Pintus, la preside T.Palazzetti-hanno trattato l’argomento sotto vari aspetti alla presenza di un folto gruppo di studenti in rappresentanza delle scuole superiori Balbo, Leardi e Sobrero, presentando il punto di vista delle ricerche sociologiche e giuridiche sul rapporto tra le nuove tecnologie e la percezione della realtà, in particolare nell’età dell’adolescenza.
Più di un centinaio di studenti si è cimentato nell’ardua impresa del concorso e la borsa di studio in palio è stata assegnata ex-equo ad una studentessa dell’Istituto Leardi, ad un alunno dell’Istituto Sobrero e per il nostro Istituto Balbo a Rosso Alessandro della classe terza A del Liceo SocioPsicoPedagogico.
Ecco il suo fantastico racconto:
Rosso Alessandro 27/03/’08
Computer: nostro servo e/o padrone?
Un singolare caso.
L’insistente squillo del telefono di casa giunse alle orecchie di Azzurra, che in quel momento era seduta davanti alla sua scrivania e fissava lo schermo con aria assente. Si alzò lentamente e, raggiunto l’apparecchio, sollevò la cornetta chiedendo chi fosse. La risposta arrivò netta e tagliente: -Sono il dottor Stoni, vorrei parlare con la signora Rubino, se è possibile con molta urgenza.- La ragazza si sentì crollare la terra sotto i piedi e dopo qualche secondo di silenzio rispose che sua madre non era in casa e che l’avrebbe subito avvertita. Purtroppo non andò così. Tornò al computer per sfogarsi con la sua migliore amica tramite windows live messenger. Le spiegò che suo padre ultimamente aveva avuto un infarto, e che le probabilità che ne potesse avere un altro erano alte, e quella telefonata non era affatto rassicurante. Tra lacrime e tastiera il tempo trascorse velocemente, e quando la ragazza si accorse di che ora era emise un piccolo gemito soffocato. Sua madre era solita a tardare ma mai quanto quella sera, ad ogni modo anche lei era in ritardo sulla sua tabella di marcia. Cucinò e preparò la tavola in fretta e furia, e quando sua madre rincasò si preparò psicologicamente alla discussione che avrebbe dovuto sostenere. Iniziò a giustificarsi prima ancora di essere stata accusata, si scusò per la dimenticanza del pomeriggio e chiese notizie del padre. Purtroppo fece un errore che le costò caro, se ne pentì immediatamente: citò il computer. Azzurra sapeva bene che sua madre detestava il cervellone elettronico con cui lei passava molto tempo. Con tono pacato e freddo la madre la schernì -Ma bene! Sono fiera di avere in casa la cardiologa più famosa del web, sono sicura che tra qualche anno magari dedicherai del tempo a pazienti mediocri come tuo padre.- La ragazza abbassò la testa e sentendosi umiliata lasciò la madre ai suoi monologhi per dirigersi in camera, dove si buttò sul letto e iniziò a piangere a dirotto ripensando alle parole della madre. ‘Cardiologa più famosa del web.’ Le si illuminò il viso, quando un’idea che reputò geniale le si insinuò nella testa. Avrebbe cercato uno specialista online. La ricerca iniziò il giorno dopo e durò per dei mesi. Mesi nei quali lei trascurò tutto e tutti perseguendo il suo obiettivo. Le conversazioni con sua madre si ridussero al minimo, non si parlavano più se non per chiedersi cose essenziali. Un giorno la madre la chiamò e le disse -Vai a trovare tuo padre oggi che desidera vederti, ricorda che l’orario di visita spazia tra le quattro e le sei e mezza.- Azzurra annuì, ma, era talmente concentrata a leggere le referenze di un medico che lo fece in modo automatico, senza aver capito realmente la richiesta della donna. La madre lo sapeva e la chiamò più volte senza ottenere alcun risultato. A fine giornata il padre nel letto color panna dell’ospedale sospirò e pensò che anche quel giorno era rimasto solo, e non era riuscito a comunicare alla figlia le innumerevoli sensazioni che provava, poi ebbe una brillante trovata.
Il sole era sorto da poco quando il citofono di casa Stoni suonò contemporaneamente al telefono. Azzurra alzò la testa e la prima cosa che vide era il suo instancabile amico, ancora sveglio, che faceva rimbalzare scritte da un lato all’altro dello schermo, si stava divertendo con lo screensaver. Maledizione, si era addormentata per l’ennesima volta sul suo pc. Frastornata si diede un’occhiata allo specchio e, nel tragitto da camera sua alla porta d’ingresso, si pettinò velocemente. Decise di trascurare il telefono che continuava incessantemente. Quando aprì la porta lo stupore si impossessò di lei al punto da svegliarla completamente. Il professor Retti, esperto in cardiologia aveva accettato il suo caso. Finite le presentazioni ed esaminato la situazione del padre l’uomo volle subito essere accompagnato in ospedale. Quando arrivarono tutta la gioia accumulata nell’ultima mezzora sparì nel giro di tre secondi. –Decesso per necrosi cardiaca.- Stava dicendo il primario del reparto alla madre, seduta in un angolo che piangeva a dirotto. Le parole rimbombarono nella testa della ragazza con così tanta insistenza che lei svenne. Quando si risvegliò si ritrovò sdraiata sul suo letto, le girava la testa ma si alzò comunque e notò che il computer era ancora acceso, decise di spegnerlo. Si bloccò di colpo quando vide che era arrivata una mail dal padre. Era esterrefatta. La mail era stata scritta in punto di morte, il padre aveva capito quale mezzo usare per poter comunicare con la figlia. Due pagine web che trasudavano malinconia da ogni singolo pixel dello schermo. Una triste verità si insinuò nella testa di Azzurra: il cuore del padre si era fermato per solitudine.
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