Il Liceo Socio-psicopedagogico contro la violenza alle donne
Ultimo aggiornamento Martedì 22 Settembre 2009 14:06
Liceo Socio-Psicopedagogico
La giornata di sensibilizzazione internazionale sulla violenza contro le donne, istituita dall’ONU nel 1999, per gli alunni delle classi quarte e quinta del Liceo Socio-psicopedagogico è stata una occasione per comprendere meglio un problema antico e purtroppo ancora molto diffuso. Nell’ambito dell’area di progetto, prevista dai programmi per le classi del triennio e che attualmente ruota attorno alla condizione femminile, è stato organizzato un incontro con esperti che hanno presentato i dati statistici, recentemente pubblicati dall’ISTAT su commissione del Ministero dei diritti e delle pari opportunità.
Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza
fisica, sessuale o psicologica nella loro vita: la maggior parte di
queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) e la
grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è mai stata denunciata.
L’assistente sociale Fulvia D’Addezio e la sociologa Margherita
Demartini hanno invitato gli studenti a riflettere sulle cause del
fenomeno, che vanno ricercate nella cultura, nel rapporto tra i sessi,
nell’immagine e nel ruolo della donna nella società, sottolineando in
primo luogo la necessità di riconoscere il problema in quanto tale,
soprattutto per la violenza psicologica e le molestie ripetute, sulle
quali solo recentemente si punta l’attenzione e che hanno conseguenze
sulla salute della donna non meno gravi di quelle prodotte dalla
violenza fisica.
Imparare a identificare la violenza, rifiutarla e darle un nome,
migliorare la percezione di sé, abbattere isolamento e sensi di colpa
che ostacolano la denuncia della violenza subita, sono i primi passi
per bloccare i comportamenti violenti.
In Italia la violenza sessuale è riconosciuta come reato contro la
persona, e non conto la morale, soltanto dal 1996: questo dato dovrebbe
far capire il ritardo culturale di una società che, in ogni sua
articolazione e ad ogni livello, dovrebbe dotarsi di strumenti migliori
per fronteggiare un problema largamente presente ed in modo trasversale
su tutto il territorio nazionale.
Il rapporto è stato illustrato anche a Montecitorio dalla direttrice
generale dell'Istat, nella Giornata parlamentare contro la violenza
alle donne, ed in questa occasione il Presidente della Camera
Bertinotti ha chiesto che si intervenga «fin dalla scuola, nelle
famiglie, in tutti i luoghi della formazione civile e sociale dei
ragazzi, per prevenire inciviltà e degrado, per costruire nei giovani
il rispetto e il riconoscimento della diversità, il rifiuto
dell'intolleranza e della prevaricazione fisica, il controllo
dell'emotività, superando lo squilibrio relazionale tra uomini e donne
e i pregiudizi che alimentano discriminazioni e prevaricazioni a danno
di queste ultime».
L’interesse e il vivace dibattito che ha animato l’aula magna del Lanza
testimoniano la sensibilità degli studenti e la possibilità di
maturazione di una nuova e più ampia consapevolezza della dimensione
culturale, sociale e politica del problema.
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