Il Liceo Socio-psicopedagogico contro la violenza alle donne

Liceo Socio-Psicopedagogico

La giornata di sensibilizzazione internazionale sulla violenza contro le donne, istituita dall’ONU nel 1999, per gli alunni delle classi quarte e quinta del Liceo Socio-psicopedagogico è stata una occasione per comprendere meglio un problema antico e purtroppo ancora molto diffuso. Nell’ambito dell’area di progetto, prevista dai programmi per le classi del triennio e che attualmente ruota attorno alla condizione femminile, è stato organizzato un incontro con esperti che hanno presentato i dati statistici, recentemente pubblicati dall’ISTAT su commissione del Ministero dei diritti e delle pari opportunità.

Giambologna - Ratto delle Sabine (Firenze, Loggia dei Lanzi, 1583)Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita: la maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) e la grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è mai stata denunciata.

L’assistente sociale Fulvia D’Addezio e la sociologa Margherita Demartini hanno invitato gli studenti a riflettere sulle cause del fenomeno, che vanno ricercate nella cultura, nel rapporto tra i sessi, nell’immagine e nel ruolo della donna nella società, sottolineando in primo luogo la necessità di riconoscere il problema in quanto tale, soprattutto per la violenza psicologica e le molestie ripetute, sulle quali solo recentemente si punta l’attenzione e che hanno conseguenze sulla salute della donna non meno gravi di quelle prodotte dalla violenza fisica.
Imparare a identificare la violenza, rifiutarla e darle un nome, migliorare la percezione di sé, abbattere  isolamento e sensi di colpa che ostacolano la denuncia della violenza subita, sono i primi passi per bloccare i comportamenti violenti.
In Italia la violenza sessuale è riconosciuta come reato contro la persona, e non conto la morale, soltanto dal 1996: questo dato dovrebbe far capire il ritardo culturale di una società che, in ogni sua articolazione e ad ogni livello, dovrebbe dotarsi di strumenti migliori per fronteggiare un problema largamente presente ed in modo trasversale su tutto il territorio nazionale.
Il rapporto  è stato illustrato anche a Montecitorio dalla direttrice generale dell'Istat, nella Giornata parlamentare contro la violenza alle donne, ed in questa occasione il Presidente della Camera Bertinotti ha chiesto che si intervenga «fin dalla scuola, nelle famiglie, in tutti i luoghi della formazione civile e sociale dei ragazzi, per prevenire inciviltà e degrado, per costruire nei giovani il rispetto e il riconoscimento della diversità, il rifiuto dell'intolleranza e della prevaricazione fisica, il controllo dell'emotività, superando lo squilibrio relazionale tra uomini e donne e i pregiudizi che alimentano discriminazioni e prevaricazioni a danno di queste ultime».
L’interesse e il vivace dibattito che ha animato l’aula magna del Lanza testimoniano la sensibilità degli studenti e la possibilità di maturazione di una nuova e più ampia consapevolezza della dimensione culturale, sociale e politica del problema.

 

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