La Scuola all'Opera
Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Dicembre 2007 15:11
Liceo Socio-Psicopedagogico
Il progetto, a cui hanno aderito le cassi quarte con le professoresse Barelli e Nebbia e il professor Enrico Pesce, prevedeva la partecipazione alla rappresentazione di un’opera, quest’anno “Arianne et Barbe-bleue” composta dal musicista francese Paul Dukas nel 1906.
Sono entusiasti i ragazzi del corso Socio-psico-pedagogico
dell’Istituto Balbo di Casale che hanno partecipato ad uno dei
progetti attivati dal Teatro Regio di Torino con lo scopo di
riavvicinare i giovani al teatro lirico.
Il progetto, a cui hanno aderito le cassi quarte con le professoresse
Barelli e Nebbia e il professor Enrico Pesce, prevedeva la
partecipazione alla rappresentazione di un’opera, quest’anno “Arianne
et Barbe-bleue” composta dal musicista francese Paul Dukas nel 1906.
L’opera in lingua francese è stata seguita senza difficoltà, grazie anche ai sottotitoli che scorrevano su uno schermo sopra il palco: “Arianne et Barbe-bleue” è una libera rivisitazione della celebre fiaba di Perrault, in cui Arianna, la sesta moglie di Barbablù, non si lascia abbagliare dai tesori del castello e non esita ad aprire la porta proibita, alla ricerca di una verità che è superiore a qualsiasi ricchezza. Dalla porta aperta esce un canto misterioso, dal quale gli spettatori non possono non essere affascinati. Il marito scopre la disubbidienza di Arianna, e la chiude nei sotterranei dai quali esce il canto, dove la giovane trova le mogli scomparse, segregate lì dopo la disobbedienza, ma –a differenza che nella fiaba di Perraul- ancora vive. Arianna riesce a liberarle e Barbablù viene catturato e ferito dai contadini. Le mogli però hanno pietà di lui e non solo lo curano, ma scelgono di rimanere al castello con il loro aguzzino invece di andarsene assieme ad Arianna. Così Arianna, il cui nome appare come un chiaro riferimento al mito di Arianna, colei che dà a Teseo la possibilità di uscire vivo dal labirinto, sembra simboleggiare una scelta precocemente femminista di libertà, ma il suo messaggio di forza e di coraggio non viene colto dalle altre sue compagne di sventura
I ragazzi sono rimasti colpiti positivamente da questa esperienza, a cui avevano aderito non senza una certa diffidenza. Questo dimostra che la scuola, quando i docenti sono preparati e disponibili, è capace di motivare i ragazzi e riavvicinarli alla cultura.
La giornata è stata un vero e proprio tour culturale che ha coinvolto gli alunni attivamente: avendo approfittato della mattinata libera per una visita, guidata dalla professoressa Barelli, alla Reggia della Venaria Reale dove attualmente è allestita una mostra che illustra la storia di Casa Savoia e che vuole restituire il volto della Venaria prima delle spogliazioni e del grave degrado che essa ha subito fra Otto e Novecento. Ora il restauro ha recuperato, per quanto possibile, questo splendido palazzo al suo antico splendore, grazie anche all’intervento di riallestimento dei giardini.
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